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04/12/2017

PROFESSIONISTI SEMPRE PIU’ SPECIALIZZATI

Rappresentano il capitale umano del settore e vogliono essere aggiornati e competitivi: a SICUREZZA, più di 2000 professionisti hanno preso parte ai 100 incontri formativi, dedicati alle tematiche più importanti del momento, dall’Antiterrorismo alle sfide della Smart City, dalla Cyber Security fino alle tecnologie della sicurezza per il Retail e altri contesti specifici. La stessa formazione è stata al centro di alcuni incontri dedicati alla Certificazione delle professioni, alle prospettive legate al nuovo Regolamento Europeo sulla Privacy e ai contesti in cui l’aggiornamento continuo è più richiesto.

Un esempio, ne è stato il convegno realizzato da AIPS, che si è focalizzato sulle Certificazioni secondo i criteri e le modalità utilizzate da TÜV Italia e IMQ. Il.

I profili professionali valutati da TÜV Italia sono due, l'EIA cioè l'esperto, e l'IMI, cioè l'installatore manutentore. Per entrambi, il processo di certificazione si compone di più fasi: l'invio della richiesta di certificazione con le prove documentali dell'operatività nel settore, lo svolgimento dell'esame vero e proprio e, in caso di esito positivo, la Certificazione, con l'emissione del Certificato e l'iscrizione nell'apposito Registro. E’ prevista poi la fase di mantenimento dei requisiti e il rinnovo del Certificato dopo tre anni, previa dimostrazione di aver maturato almeno 8 crediti formativi all'anno, per un totale di 24 crediti nel triennio.

Lo Schema IMQ identifica le due figure professionali nel Progettista e nell'Installatore, i cui requisiti sono accertati in apposite prove di esame a cui si accede previa partecipazione ad un corso di formazione specifico di 16 ore, preventivamente qualificato da IMQ, sulle tematiche oggetto di certificazione. A seguito del superamento delle prove d’esame, IMQ emette un certificato valido 5 anni e rinnovabile purché la persona dimostri di aver partecipato a corsi di formazione specifici sulle tematiche oggetto dell’esame di certificazione, per una durata di almeno 16 ore.

Ma, accanto alle professioni già diffuse, il settore guarda anche a nuove opportunità: tra queste, quelle offerte dall’attuazione del nuovo GDPR, il Regolamento Europeo sulla Privacy, che tra l’altro, richiederà la formazione di nuove figure professionali, come il DPO, Data Protection Officer. Queste nuove figure dovranno avere un'approfondita conoscenza della normativa e delle prassi in materia di privacy, essere in grado di unire competenze giuridiche, ma anche informatiche e gestionali.

Secondo Federprivacy, si prevede che il mercato richiederà almeno 45.000 esperti tra DPO e consulenti in materia di data protection per assolvere a tutti i doveri di adeguamento richiesti dalla piena entrata a regime del GDPR. Quella della privacy è, infatti, una tematica che direttamente o indirettamente coinvolge tutti i tipi di azienda che utilizza tecnologie di security avanzate, strumenti in grado di raccogliere i big-data e di analizzarli attraverso algoritmi matematici e sistemi di intelligenza artificiale.

Tra i professionisti della sicurezza al centro degli incontri formativi in manifestazione anche gli operatori della Vigilanza Privata, che gli attuali progressi del settore spingono verso conoscenze sempre più specifiche anche in ambito tecnologico: con Assiv è stato così approfondito il ruolo delle tecnologie quale elemento strategico della Vigilanza Privata, con un focus sulle moderne centrali operative, che con la certificazione UNI EN 50518 raggiungono un notevolissimo grado di sicurezza, efficienza ed affidabilità, oltre che di upgrade tecnologico.

Anche i security manager del retail hanno avuto un evento su misura per le loro esigenze: i professionisti in questo comparto vedono oggi nella collaborazione sempre più stretta con gli operatori della sicurezza una opportunità per prevenire furti e taccheggi nei punti vendita, un fenomeno ancora importante, il cui valore viene rilevato dalle differenze inventariali, come evidenziato dalla ricerca presentata in manifestazione da Crime&Tech (Università Cattolica di Milano).

Non solo tecnologie sempre più “smart”, dunque, nel futuro del settore, ma, soprattutto, professionisti evoluti, preparati e sempre meglio identificati dal mercato nelle loro competenze.