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04/12/2017

CITTA’ SICURE: DALLA LOMBARDIA ALL’ITALIA

I sistemi tecnologici per la sicurezza al centro dell’agenda degli amministratori di città e piccoli centri lombardi, anche se con molte differenze dovute alle dimensioni e alle caratteristiche dei vari centri abitati. Un quadro in evoluzione in Lombardia che può far riflettere i responsabili dei Comuni di tutta Italia sul ruolo delle soluzioni per la security nel controllo del territorio e nel miglioramento della percezione di sicurezza dei cittadini.

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Paese che vai, security che trovi: è stata presentata a SICUREZZA 2017 l’indagine realizzata da Anci Lombardia per analizzare il livello di diffusione delle tecnologie di security nei Comuni lombardi (campione pari a 912 Comuni, corrispondenti al 60% del totale e al 69% della popolazione lombarda). Dalla ricerca emerge una fiducia generalizzata da parte delle Amministrazioni nei confronti dei sistemi tecnologici per garantire la sicurezza dei cittadini, con una preferenza in particolare per i sistemi di videosorveglianza (93%).

Dall’indagine si evince una fiducia condivisa da parte dei responsabili della sicurezza urbana, generalmente Comandanti di Polizia locale o Amministratori, che ritengono che l’adozione di tecnologie avanzate sia di grande importanza per la prevenzione dei rischi legati alla sicurezza. In particolare si prediligono (adottati dal 93% dei Comuni interpellati) sistemi di videosorveglianza integrata ritenuti i più efficaci ed efficienti nella protezione delle aree urbane.

Inoltre molti comuni - circa il 70% - hanno, nell’ultimo anno e mezzo, deliberato o approvato spese per sistemi tecnologici per la sicurezza. Si tratta di spese per acquisti, aggiornamenti o integrazioni dei sistemi. La grande maggioranza delle Amministrazioni (80%), in accordo con le opinioni espresse dai responsabili di settore, ha scelto di implementare il sistema di videosorveglianza integrata, mentre un Comune su tre (31,3%) ha scelto di dotarsi o integrare il sistema di controllo degli accessi.

A deliberare importi di spesa sono stati principalmente i Comuni di medie dimensioni, principalmente per una cifra compresa tra dieci e quarantamila euro.

Quando i sistemi si evolvono e diventano “smart” entra poi in gioco anche un altro elemento di cui le amministrazioni devono tenere conto: la protezione dei dati raccolti dai dispositivi, vero e proprio patrimonio da tutelare. Purtroppo su questo aspetto c’è ancora molta stradada fare, pocopiù della metà dei Comuni censiti presenta infatti un qualche tipo di sistema di cyber security e si registra una scarsa sensibilità nei confronti dei temi della sicurezza informatica. Lo dimostrano la ancora limitata partecipazione degli addetti a corsi di formazione specifici e una alta diffusione di figure professionali non specifiche deputate alla protezione dei dati.

Le tematiche legate alla sicurezza urbana rappresentano una sfida tra le più complesse per le amministrazioni locali. Tenere sotto controllo la viabilità nei centri urbani, tutelare il patrimonio pubblico, sorvegliare le aree isolate, fungere da deterrente contro la criminalità e consentire la realizzazione di eventi in sicurezza, sono alcune tre le attività che le amministrazioni devono strutturare per garantire una sempre maggiore sicurezza ai cittadini.

Durante il convegno sono emerse anche alcune prospettive di sviluppo: le nuove tecnologie, soprattutto alla luce del recente Decreto Minniti sulla sicurezza delle città – diventato legge ad aprile 2017 –, si confermano un tema importante intorno al quale organizzare formazione specifica e nuove possibilità di coordinamento territoriale. Così, le aziende che offrono tecnologie avanzate nel campo della security sono chiamate oggi da sindaci ed enti locali a diventare interlocutori, e non solo fornitori, partecipando, per esempio, alla creazione di attrezzate sale operative in grado di monitorare più comuni di un territorio, ma studiando anche mappature del rischio in alcune aree e proponendo progetti di sorveglianza specifica.

Ma le tecnologie più diffuse e avanzate rendono ancora più indispensabile il fattore umano: così, mentre diventa fondamentale l’aggiornamento di figure da sempre fondamentali come i Vigili Urbani, si afferma una più stretta collaborazione tra gli enti locali e le altre istituzioni (Prefetti, Regioni, gruppi di comuni) con progetti concreti e continui momenti di condivisione tra gli amministratori pubblici.

Inoltre, sono i cittadini, nell’ambito di un modello di sicurezza sempre più integrata, a costituire una nuova chiave di lettura delle strategie di prevenzione: da una parte, infatti, i privati possono mettere a disposizione le proprie dotazioni di sicurezza per coordinarne l’utilizzo attraverso piattaforme condivise con le Forze dell’Ordine locali, dall’altra, la consapevolezza e la responsabilizzazione degli abitanti di un centro urbano crea il presupposto per nuovi paradigmi di “sicurezza partecipata”, con iniziative specifiche.